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Cosa deve avere un sito web per legge: la checklist 2026

Partita IVA, privacy, cookie e, per chi vende online, recesso: le voci da controllare, norma per norma.

di Lorenzo Matarazzo · Sito24Ore · settembre 2026 · 8 min di lettura

In sintesi
  • ✓ In generale servono i dati di chi gestisce il sito (con la partita IVA in home page), l'informativa privacy e le informazioni sui cookie; se vendi online, anche condizioni di vendita e recesso.
  • ✓ Il banner dei cookie serve solo con cookie non tecnici: pubblicità, profilazione e alcune statistiche.
  • ✓ Dal 19 giugno 2026 chi vende online ai consumatori deve offrire una funzione di recesso ben visibile.
  • ✓ Sono informazioni generali, non consulenza legale: per il tuo caso fai verificare i testi da un professionista.

Dopo cosa serve per creare un sito web e come scegliere il nome a dominio, ecco cosa non può mancare una volta online. Le regole stanno in norme diverse: fisco, commercio elettronico, privacy, consumo.

1. I dati dell'attività e la partita IVA

Se hai la partita IVA, va indicata nella home page: lo prevede l'articolo 35 del DPR 633/1972 e, per l'Agenzia delle Entrate (risoluzione 60/2006), vale anche per i siti solo pubblicitari. Dal 1° gennaio 2027 la regola passa all'articolo 68 del Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026). Sono 11 cifre: la soluzione più semplice è il piè di pagina.

Il decreto sul commercio elettronico (D.Lgs. 70/2003, art. 7) chiede inoltre a chi presta servizi online di rendere accessibili «in modo diretto e permanente» nome o ragione sociale, sede, contatti con l'email, numero REA o di iscrizione al registro delle imprese, ordine e titolo professionale per le professioni regolamentate, prezzi chiari che dicano se includono imposte e spese. Le società di capitali aggiungono registro delle imprese, capitale versato e, se è il caso, socio unico o liquidazione (art. 2250 del codice civile).

2. L'informativa privacy: quando serve e cosa dice

Se il sito raccoglie dati personali, anche solo con un modulo di contatto, serve l'informativa dell'articolo 13 del GDPR, da dare quando raccogli i dati: per questo il collegamento va accanto al modulo. Deve dire chi è il titolare e come contattarlo, perché usi i dati e con quale base giuridica, a chi li comunichi e se escono dall'Unione europea, quanto li conservi e quali diritti ha la persona, compreso il reclamo al Garante. Un esempio: la nostra informativa privacy.

3. Cookie: quando serve il banner e quando no

Il banner serve solo se il sito usa cookie o strumenti di tracciamento non tecnici; con i soli cookie tecnici basta informare chi visita, anche nell'informativa generale. Lo dicono le linee guida del Garante del 10 giugno 2021:

  • tecnici, necessari al sito o a un servizio richiesto: basta l'informazione;
  • statistiche: come i tecnici solo con dati aggregati su un solo sito, IP mascherato se le gestisce un terzo e nessun incrocio con altri dati; altrimenti serve il consenso;
  • profilazione e pubblicità, come il Pixel di Meta: solo dopo il consenso.

Il modello del Garante prevede una X che chiude senza accettare, un pulsante per accettare tutto, la scelta di dettaglio (preimpostata su «no») e il rimando all'informativa estesa. Scorrere la pagina non è consenso e a chi rifiuta, di regola, il banner non si ripropone prima di 6 mesi. Nel piè di pagina serve un collegamento per rivedere le scelte. Un esempio è la nostra cookie policy.

11
cifre della partita IVA, da mostrare in home page
14
giorni di recesso per il consumatore, salvo eccezioni
6
mesi prima di riproporre il banner a chi ha rifiutato
2026
dal 19 giugno: funzione di recesso online

4. Se vendi online: informazioni, ordine e recesso

Se vendi ai consumatori, prima dell'ordine servono le informazioni del Codice del Consumo e il diritto di recesso, che di regola dura 14 giorni:

  • chi sei, indirizzo, telefono, email, caratteristiche di ciò che vendi e prezzo totale con imposte e spese di consegna (art. 49);
  • mezzi di pagamento e limiti alla consegna, da indicare al più tardi all'inizio dell'ordine, e un pulsante «ordine con obbligo di pagare» o equivalente (art. 51);
  • condizioni del recesso con il modulo tipo o, se è escluso (per esempio per beni su misura), l'avviso che non spetta (artt. 49 e 59);
  • dal 19 giugno 2026, per i contratti conclusi online, una funzione di recesso ben visibile, «recedere dal contratto qui» o equivalente (art. 54-bis del Codice del Consumo);
  • per i beni, il promemoria della garanzia legale di almeno due anni, dal 27 settembre 2026 con l'avviso armonizzato (art. 65-ter).

Le condizioni generali devono poter essere salvate e riprodotte (D.Lgs. 70/2003, art. 12). Se vendi solo a imprese, chiedi al consulente quali regole valgono.

5. Accessibilità: chi è obbligato dal 28 giugno 2025

Dal 28 giugno 2025 i servizi di commercio elettronico rivolti ai consumatori devono rispettare requisiti di accessibilità, ma le microimprese sono esentate (D.Lgs. 82/2022, che recepisce l'European Accessibility Act). Microimpresa vuol dire meno di 10 persone e fatturato annuo o totale di bilancio non oltre 2 milioni di euro. In generale il sito vetrina di una piccola attività, senza vendita online, non rientra fra i servizi elencati, e le linee guida AgID sull'accessibilità dei servizi escludono quelli rivolti solo a imprese e professionisti.

6. Testi, foto e font: solo ciò che puoi usare

Quello che pubblichi deve essere tuo, libero da diritti o usato con un permesso: la legge sul diritto d'autore (L. 633/1941) tutela testi, fotografie e programmi, e un'immagine non è libera solo perché si trova online. Usa foto tue o con licenza, non copiare testi altrui e controlla la licenza dei font. Vale anche se il sito lo fa qualcun altro: nei nostri termini di vendita chi acquista dichiara di avere i diritti sui materiali forniti.

Le pagine legali non si copiano da un altro sito. Si scrivono su quello che fa il tuo.

7. Cosa non serve, anche se molti lo pensano

Alcuni adempimenti dati per scontati non valgono per tutti i siti:

  • il banner dei cookie, se usi solo cookie tecnici;
  • registrare il blog come testata: serve solo a chi vuole le provvidenze per l'editoria della legge 62/2001 (D.Lgs. 70/2003, art. 7, comma 3);
  • il DPO (responsabile della protezione dei dati), fuori dai tre casi dell'articolo 37 del GDPR: enti pubblici; attività principali di monitoraggio regolare e sistematico su larga scala o di trattamento su larga scala di categorie particolari di dati (come quelli sanitari) o giudiziari;
  • il link alla piattaforma europea ODR: il regolamento che lo imponeva è abrogato dal 20 luglio 2025 e la piattaforma è dismessa (regolamento UE 2024/3228).

8. Come mettere in ordine il tuo sito

Verifica voce per voce e aggiorna a ogni cambiamento (sede, strumenti, vendita online), come chiede il decreto sul commercio elettronico:

  • controlla la home: nome, sede, contatti e partita IVA si trovano senza cercarli?
  • elenca cosa raccoglie il sito (moduli, newsletter, statistiche, pixel, mappe e video di altri servizi): da qui dipendono informativa e banner;
  • fai scrivere i testi legali a un professionista, sul tuo caso reale.

Con Sito24Ore, cosa comprende ciascun pacchetto (Express 197€, Business 397€, Premium 697€, IVA inclusa) è scritto nella pagina Pacchetti. Il brief chiede già ragione sociale, partita IVA e contatti: li inserisci tutti nello stesso modulo. Passaggi e tempi sono in come funziona e nella garanzia 24h, il resto nelle domande frequenti. Se confronti preventivi, chiedi cosa è incluso: lo spieghiamo in quanto costa un sito professionale.

Domande frequenti

Sito e obblighi di legge, in chiaro

Cosa deve esserci per legge in un sito web?

In generale i dati di chi lo gestisce (nome o ragione sociale, sede, contatti, partita IVA in home page), l'informativa privacy e le informazioni sui cookie. Se vendi online ai consumatori, anche condizioni di vendita e recesso.

La partita IVA va indicata per forza sul sito?

Sì, se ce l'hai: l'articolo 35 del DPR 633/1972 chiede di indicarla nella home page e, per l'Agenzia delle Entrate, vale anche per i siti solo pubblicitari. Dal 1° gennaio 2027 la regola è nell'articolo 68 del Testo unico IVA.

Serve il banner dei cookie se il sito usa solo cookie tecnici?

No. Per le linee guida del Garante del 10 giugno 2021, con i soli cookie tecnici basta informare chi visita, anche nell'informativa generale. Il banner serve per cookie di profilazione, pubblicità o statistiche fuori dalle condizioni del Garante.

Un sito vetrina deve avere l'informativa privacy?

Sì, se raccoglie dati personali, anche solo con un modulo di contatto. L'informativa dell'articolo 13 del GDPR spiega chi tratta i dati, perché, per quanto tempo, a chi li comunica e quali diritti ha la persona.

Il mio sito deve essere accessibile per legge?

Dipende. Dal 28 giugno 2025 il D.Lgs. 82/2022 lo chiede a servizi precisi, tra cui l'e-commerce verso i consumatori. Sono esentate le microimprese: meno di 10 persone e fatturato annuo o totale di bilancio non oltre 2 milioni di euro.

Cosa cambia nel 2026 per chi vende online?

Dal 19 giugno 2026 chi vende online ai consumatori deve offrire una funzione di recesso ben visibile, «recedere dal contratto qui» o equivalente. Dal 27 settembre 2026 il promemoria della garanzia legale sui beni si dà con l'avviso armonizzato.

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